Emergenze dimenticateLanciato oggi lo “Humanitarian Action Report 2008″
Il rapporto esamina la situazione di paesi colpiti sia da crisi politico-militari, come Ciad e Kenya, sia da conflitti di lunga durata che non fanno più notizia, sia da disastri naturali, come le alluvioni in Mozambico, indicando gli interventi d’emergenza previsti dall’UNICEF e i fondi necessari.
«Come effetto della crisi in Kenya, 300.000 persone sono state costrette ad abbandonare le loro case e rifugiarsi in campi di accoglienza: 150.000 sono bambini, di cui 80.000 hanno meno di 5 anni. In Ciad la situazione è meno chiara, ma si stima che 30.000 delle 52.000 persone fuggite dal paese siano a rischio e richiedano immediata assistenza» ha dichiarato a Ginevra Hilde Johnson, Vice-direttore dell’UNICEF, durante la conferenza stampa di presentazione del rapporto.
«L’UNICEF sta fornendo aiuti d’emergenza in ambito sanitario, nutrizionale e per l’istruzione. In questi due conflitti, come nelle altre 37 emergenze considerate dal rapporto, donne e bambini sopportano le conseguenze più pesanti di guerre e sfollamento.»
Il rapporto rileva come i conflitti, tradizionalmente la principale causa di crisi umanitarie, si combinino con sempre più frequenti disastri naturali, mettendo in pericolo l’incolumità e i mezzi di sussistenza delle popolazioni di ogni continente e aumentando l’impatto negativo su donne e bambini.
In Kenya, per esempio, la popolazione era già prostrata dalle conseguenze delle alluvioni e dall’HIV/AIDS quando è scoppiata la crisi politica dopo le elezioni del dicembre 2007, mentre la situazione umanitaria in Somalia è stata aggravata da epidemie di diarrea acuta e dagli alti tassi di malnutrizione.
«Dobbiamo garantire che bambini e donne siano protetti quanto più possibile da queste atrocità, e che i responsabili di tali crimini vengano infine perseguiti legalmente» ha sottolineato la Johnson.
Lo Humanitarian Action Report non considera tutti gli interventi d’emergenza in cui è impegnato l’UNICEF - gli uffici sul campo hanno risposto a 64 emergenze nel 2007 e a 282 nel 2006 - ma lancia un appello per le emergenze di vasta portata e lunga durata e soprattutto per quelle “emergenze dimenticate” che richiedono l’assistenza dei donatori.
Per esempio, in Africa Centrale e Occidentale una combinazione di conflitti, disastri naturali e povertà continua a creare una situazione di forte instabilità, con oltre 1 milione di sfollati e la malnutrizione che rappresenta il principale rischio per la sopravvivenza dei bambini.
Nella Repubblica Democratica del Congo, per la quale l’appello dell’UNICEF è pari a 106 milioni di dollari, più della metà dei decessi infantili è attribuibile alla malnutrizione.
Il Sudan è l’altro paese per cui l’appello dell’UNICEF supera i 100 milioni di dollari, mentre per Pakistan, Somalia, Uganda, Iraq e Ciad gli appelli ai donatori si attestano intorno ai 40 milioni di dollari.
In Sudan, dove sono in corso importanti interventi di ricostruzione e sviluppo, l’UNICEF stima necessari più di 150 milioni di dollari, dal momento che vaste sacche di popolazione continuano a versare in condizioni d’emergenza, soprattutto in Darfur, dove gli sfollati sono ormai più di 2,1 milioni e il conflitto armato minaccia ogni giorno la sopravvivenza e i mezzi di sussistenza di larga parte della popolazione civile.
L’azione dell’UNICEF
Nel 2007, grazie anche a nuovi sistemi di finanziamento come il CERF, l’UNICEF ha ottenuto il 52% dei fondi richiesti per gli interventi di emergenza (rispetto al 49% del 2006). L’UNICEF dispone inoltre di un proprio fondo interno per la risposta alle emergenze, per l’immediato stanziamento di risorse agli uffici sul campo nei paesi colpiti da crisi umanitarie.
Nel 2007 l’UNICEF Italia è risultato il 6° donatore al mondo tra i Comitati Nazionali UNICEF, per le cosiddette “risorse tematiche”, ossia fondi di emergenza che gli uffici UNICEF sul campo possono utilizzare in modo flessibile e senza vincoli particolari, allocandole per gli interventi ritenuti prioritari nelle diverse fasi dell’emergenza.
Dal 2006 l’UNICEF Italia sostiene un progetto continuativo di raccolta fondi per l’emergenza in Sudan e, dal 2008, analoghi progetti di sostegno all’emergenza sono stati lanciati per l’Iraq, per Haiti e per il Territorio Palestinese Occupato, mentre in altri 8 paesi colpiti da emergenze - Angola, Ciad, Eritrea, Guinea Bissau, Libano, Malawi, Mozambico e Repubblica Democratica del Congo - l’UNICEF Italia sostiene specifici progetti di ricostruzione e sviluppo (qui l’elenco dei paesi e dei progetti da sostenere).

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IL COORDINAMENTO DELLE ASSOCIAZIONI CASERTANECaserta- premesso che il problema dei rifiuti a Caserta si è trasformato in un vero disastro ambientale; premesso che non si possono attendere i tempi lunghi prescritti per un bando europeo e che la situazione va comunque subito seriamente e radicalmente affrontata propone che 1. il Commissario straordinario provveda subito alla rimozione dei rifiuti giacenti in strada, utilizzando siti idonei anche fuori regione; 1. il Sindaco di Caserta, per un’ottimale realizzazione della raccolta differenziata porta a porta, provveda a: · insediare presso il Comune un tavolo tecnico costituito da veri esperti messi a disposizione dagli organi competenti, peraltro da non retribuire perché già dipendenti pubblici. Questi dovranno in tempi brevissimi predisporre un piano di gestione della raccolta differenziata e procedere all’organizzazione; · promuovere un’immediata campagna di informazione chiara e dettagliata, perché la cittadinanza possa comprendere bene le modalità prescelte dall’amministrazione per una corretta raccolta differenziata, le rispetti e collabori; · dotare i condomini di appositi contenitori; · scaglionare la raccolta differenziata dei diversi rifiuti in specifici giorni della settimana in modo da utilizzare razionalmente il personale già addetto al servizio rifiuti senza ulteriori aggravi per la collettività. Ad esempio: lunedì, mercoledì e venerdì raccolta dell’umido; martedì e venerdì del secco; giovedì e domenica dell’indifferenziato. · incentivare la collaborazione dei cittadini con l’istituzione di un bonus da erogare in rapporto al quantitativo dei rifiuti differenziati che saranno da essi conferiti spontaneamente alle isole ecologiche. Ritiene che la raccolta differenziata, come sopra calendarizzata, non comporta alcuna spesa aggiuntiva per i seguenti motivi: · va fatta con gli stessi automezzi e attrezzature finora normalmente usati; · non ha bisogno di personale aggiunto, perchè va eseguita dai lavoratori già in servizio e da quelli (in rilevante numero) che, pur retribuiti, non sono utilizzati a pieno. · i residui differenziati vanno portati ai Consorzi di filiera (CONAI, etc.). La consegna-vendita di tali residui ai Consorzi determina una cospicua entrata per il Comune di provenienza. Ne consegue che da tale operazione scaturiscono i seguenti benefici: un notevole profitto per il Comune, una conseguente riduzione delle imposte per i cittadini, compresa un’eventuale agevolazione tariffaria da adottare per il compostaggio della frazione organica e umida di provenienza domestica se il contribuente è in possesso di un fondo, il risparmio e la tutela doverosa dei beni ambientali. Fa rilevare che · nello stesso territorio della provincia di Caserta e nelle province limitrofe già esistono Consorzi di filiera (impianti di compostaggio e riciclaggio), che lavorano regolarmente con “clienti” di altri territori, industrie, privati, mentre non ricevono analoghe consegne dal nostro territorio. Quindi, anche per questo aspetto non vi sarebbero difficoltà, trattandosi di un’operazione fattibile in breve. Invita le istituzioni e i cittadini ad accogliere e a mettere subito in atto, con reale senso civico e responsabilità, le indicazioni riportate nel presente documento. Quanto sopra viene proposto con determinazione dal Coordinamento delle Associazioni Casertane, che per ora, considerato l’incalzante disastro ambientale e l’opportunità che la situazione vada affrontata per gradi, ha deciso di proporre le prime fasi della risoluzione dell’emergenza rifiuti, riservandosi di proporre quelle successive, fino alle ultime fasi del ciclo. Caserta, 11 febbraio 2008. Prof. Anna Giordano (Comunicato inviato dal giornalista Salvatore Candalino)
Castel Morrone (Ce)- Sta gia dando i primi risultati positivi il monitoraggio della rete idrica comunale, operazione questa che si sta effettuando in questi giorni in paese a cura di una ditta altamente specializzata, la quale per conto dell’Amministrazione Comunale sta rilevando con apparecchiature all’avanguardia le eventuali perdite alla condotta idrica che non sono individuabili ad occhio in quanto non affioranti in superficie. Infatti la ditta ha gia provveduto ad evidenziare e successivamente a far riparare due consistenti perdite di acqua nella condotta, la prima in prossimità della caserma dei Carabinieri e la seconda in Via Gagliola. Sull’argomento è intervenuto il Sindaco Pietro Riello il quale ha dichiarato “mi congratulo con l’Assessore al ramo Antonio Damiano, per la felice intuizione di monitorare l’intera rete idrica comunale. Infatti, tramite delle ricerche condotte personalmente è riuscito a contattare questa ditta altamente specializzata, che con strumenti d’avanguardia sta evidenziando con precisione millimetrica le perdite di acqua che non affiorano in superficie e quindi difficili da rilevare ad occhio.” E continuando il primo cittadino morronese afferma “già con la riparazione delle due perdite evidenziate tra Via Alberto Altieri e Via Gagliola la pressione della rete idrica è aumentata, inoltre c’è da aggiungere che la precisione millimetrica con cui la ditta sta evidenziando le perdite ci consente di avere dei risparmi in termine sia di costi che di tempo sui successivi interventi di riparazione della condotta”. Il Portavoce ed Addetto Stampa Comunale. Giuseppe Di Fonzo
Firenze- Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, che
riunisce alcune centinaia di associazioni e organizzazioni attorno alla comune campagna per l’acqua pubblica, si è dato appuntamento oggi nella sala dell’Arci di Firenze per una serie d’iniziative che culmineranno in una fiaccolata notturna in riva all’Arno, assieme ai lavoratori di Publiacqua. Il titolo non lascia adito a dubbi: giornata contro la privatizzazione del servizio idrico in Toscana. L’obiettivo polemico del Forum è la legge regionale sui servizi pubblici locali che la giunta sta per presentare, una legge che estende la privatizzazione del servizio idrico a tutta la regione attraverso il modello delle Spa miste pubblico-privato. Dalla tavola rotonda con i partiti della Sinistra l’Arcobaleno (Prc, Verdi, SD e PdCI) potrebbe risultare chiaro se il quartetto intenderà replicare anche in regione l’alleanza con il Forum dei movimenti per l’acqua che a Firenze ha bloccato l’operazione Domenici-Veltroni per l’accorpamento degli Ato2, 3 e 6 attorno alla romana Acea e alla francese Suez, recentemente condannate dall’Autorità nazionale Antitrust. Corrado Oddi, della segreteria nazionale della Funzione Pubblica Cgil e del coordinamento nazionale del Forum, è netto nel suo intervento: “vorrei che fosse chiaro a tutti quanto l’antitrust ha evidenziato con la propria sentenza con cui ha condannato Acea e Suez a 8 e 3 milioni e mezzo di euro di multa per distorsione della concorrenza e cioè che esiste un disegno di privatizzazione del servizio idrico in Toscana incentrato sul ruolo di Acea e Suez come soci privati di una Spa mista pubblico-privata. Ora mi pare chiaro che una legge regionale che va su questa strada asseconda quest’idea di privatizzazione”.
ed i sindacati confederali CGIL, CISL e UIL denunciano seri rischi di possibile inquinamento industriale dovuto alla mancata manutenzione dei servizi di depurazione delle aree industriali del cratere. I milioni di debiti accumalatisi negli anni passati per una gestione sostanzialmente ” assente” rischiano di aggravare la crisi ambientale irpina gia’ seriamente compromessa dall’emergenza rifiuti.Inoltre se il servizio depurazione dovesse essere sospeso anche le aziende sarbbero costrette a chiudere con evidenti ripercussioni occupazionali e produttive. Da qui la convocazione di un incontro per venerdi 15.2.2008 alle ore 10,00 presso la Provincia di Avellino tra Presidente della Provincia di Avellino on. De Simone Alberta,Presidente A.S.I. e Sindacati CGIL, CISL e UIL per cercare di scongiurare questo ennesimo disastro.
O autarca de Figueira de Castelo Rodrigo, António Edmundo, explicou à agência Lusa que com a entrada em vigor do QREN terminará a Acção Integrada de Base Territorial do Vale do Côa (AIBT do Côa) que nos últimos anos permitiu compensar vários municípios da região «por não ter sido feita a barragem de Foz Côa».
