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Emergenze dimenticateLanciato oggi lo “Humanitarian Action Report 2008″

Ginevra/Roma, 12 febbraio 2008 - L’UNICEF ha presentato oggi lo “Humanitarian Action Report” - il rapporto annuale sui paesi in emergenza - lanciando un appello ai donatori di 856 milioni di dollari, per l’assistenza a donne e bambini in 39 paesi colpiti da crisi umanitarie.

Il rapporto esamina la situazione di paesi colpiti sia da crisi politico-militari, come Ciad e Kenya, sia da conflitti di lunga durata che non fanno più notizia, sia da disastri naturali, come le alluvioni in Mozambico, indicando gli interventi d’emergenza previsti dall’UNICEF e i fondi necessari.

«Come effetto della crisi in Kenya, 300.000 persone sono state costrette ad abbandonare le loro case e rifugiarsi in campi di accoglienza: 150.000 sono bambini, di cui 80.000 hanno meno di 5 anni. In Ciad la situazione è meno chiara, ma si stima che 30.000 delle 52.000 persone fuggite dal paese siano a rischio e richiedano immediata assistenza» ha dichiarato a Ginevra Hilde Johnson, Vice-direttore dell’UNICEF, durante la conferenza stampa di presentazione del rapporto.

«L’UNICEF sta fornendo aiuti d’emergenza in ambito sanitario, nutrizionale e per l’istruzione. In questi due conflitti, come nelle altre 37 emergenze considerate dal rapporto, donne e bambini sopportano le conseguenze più pesanti di guerre e sfollamento

Il rapporto rileva come i conflitti, tradizionalmente la principale causa di crisi umanitarie, si combinino con sempre più frequenti disastri naturali, mettendo in pericolo l’incolumità e i mezzi di sussistenza delle popolazioni di ogni continente e aumentando l’impatto negativo su donne e bambini.

In Kenya, per esempio, la popolazione era già prostrata dalle conseguenze delle alluvioni e dall’HIV/AIDS quando è scoppiata la crisi politica dopo le elezioni del dicembre 2007, mentre la situazione umanitaria in Somalia è stata aggravata da epidemie di diarrea acuta e dagli alti tassi di malnutrizione.

Un altro aspetto messo in rilievo dal rapporto è che sempre più frequentemente donne e bambini sono vittime di stupri sistematici, spesso perpetrati come arma di guerra.

«Dobbiamo garantire che bambini e donne siano protetti quanto più possibile da queste atrocità, e che i responsabili di tali crimini vengano infine perseguiti legalmente» ha sottolineato la Johnson.

Lo Humanitarian Action Report non considera tutti gli interventi d’emergenza in cui è impegnato l’UNICEF - gli uffici sul campo hanno risposto a 64 emergenze nel 2007 e a 282 nel 2006 - ma lancia un appello per le emergenze di vasta portata e lunga durata e soprattutto per quelle “emergenze dimenticate” che richiedono l’assistenza dei donatori.

Per esempio, in Africa Centrale e Occidentale una combinazione di conflitti, disastri naturali e povertà continua a creare una situazione di forte instabilità, con oltre 1 milione di sfollati e la malnutrizione che rappresenta il principale rischio per la sopravvivenza dei bambini.

Nella Repubblica Democratica del Congo, per la quale l’appello dell’UNICEF è pari a 106 milioni di dollari, più della metà dei decessi infantili è attribuibile alla malnutrizione.

Il Sudan è l’altro paese per cui l’appello dell’UNICEF supera i 100 milioni di dollari, mentre per Pakistan, Somalia, Uganda, Iraq e Ciad gli appelli ai donatori si attestano intorno ai 40 milioni di dollari.

In Sudan, dove sono in corso importanti interventi di ricostruzione e sviluppo, l’UNICEF stima necessari più di 150 milioni di dollari, dal momento che vaste sacche di popolazione continuano a versare in condizioni d’emergenza, soprattutto in Darfur, dove gli sfollati sono ormai più di 2,1 milioni e il conflitto armato minaccia ogni giorno la sopravvivenza e i mezzi di sussistenza di larga parte della popolazione civile.

L’azione dell’UNICEF

Nell’ambito del sistema coordinato di risposta alle emergenze (che comprende le agenzie ONU e le principali ONG), l’UNICEF è l’agenzia leader per il coordinamento degli interventi nei settori acqua e servizi igienici, nutrizione, istruzione e telecomunicazioni d’emergenza, e svolge un ruolo di rilievo nei settori della protezione e della sanità.

Nel 2007, grazie anche a nuovi sistemi di finanziamento come il CERF, l’UNICEF ha ottenuto il 52% dei fondi richiesti per gli interventi di emergenza (rispetto al 49% del 2006). L’UNICEF dispone inoltre di un proprio fondo interno per la risposta alle emergenze, per l’immediato stanziamento di risorse agli uffici sul campo nei paesi colpiti da crisi umanitarie.

Nel 2007 l’UNICEF Italia è risultato il 6° donatore al mondo tra i Comitati Nazionali UNICEF, per le cosiddette “risorse tematiche”, ossia fondi di emergenza che gli uffici UNICEF sul campo possono utilizzare in modo flessibile e senza vincoli particolari, allocandole per gli interventi ritenuti prioritari nelle diverse fasi dell’emergenza.

Dal 2006 l’UNICEF Italia sostiene un progetto continuativo di raccolta fondi per l’emergenza in Sudan e, dal 2008, analoghi progetti di sostegno all’emergenza sono stati lanciati per l’Iraq, per Haiti e per il Territorio Palestinese Occupato, mentre in altri 8 paesi colpiti da emergenze - Angola, Ciad, Eritrea, Guinea Bissau, Libano, Malawi, Mozambico e Repubblica Democratica del Congo - l’UNICEF Italia sostiene specifici progetti di ricostruzione e sviluppo (qui l’elenco dei paesi e dei progetti da sostenere).

unicef

Coordinamento Associazioni Casertane e risoluzione problemi rifiuti

IL COORDINAMENTO DELLE ASSOCIAZIONI CASERTANECaserta- premesso che il problema dei rifiuti a Caserta si è trasformato in un vero disastro ambientale;  premesso che non si possono attendere i tempi lunghi prescritti per un bando europeo e che la situazione va comunque subito seriamente e radicalmente affrontata propone che 1. il Commissario straordinario provveda subito alla rimozione dei rifiuti giacenti in strada, utilizzando siti idonei anche fuori regione; 1. il Sindaco di Caserta, per un’ottimale realizzazione della raccolta differenziata porta a porta, provveda a: · insediare presso il Comune un tavolo tecnico costituito da veri esperti messi a disposizione dagli organi competenti, peraltro da non retribuire perché già dipendenti pubblici. Questi dovranno in tempi brevissimi predisporre un piano di gestione della raccolta differenziata e procedere all’organizzazione; · promuovere un’immediata campagna di informazione chiara e dettagliata, perché la cittadinanza possa comprendere bene le modalità prescelte dall’amministrazione per una corretta raccolta differenziata, le rispetti e collabori;  · dotare i condomini di appositi contenitori;  · scaglionare la raccolta differenziata dei diversi rifiuti in specifici giorni della settimana in modo da utilizzare razionalmente il personale già addetto al servizio rifiuti senza ulteriori aggravi per la collettività. Ad esempio: lunedì, mercoledì e venerdì raccolta dell’umido; martedì e venerdì del secco; giovedì e domenica dell’indifferenziato. · incentivare la collaborazione dei cittadini con l’istituzione di un bonus da erogare in rapporto al quantitativo dei rifiuti differenziati che saranno da essi conferiti spontaneamente alle isole ecologiche. Ritiene che la raccolta differenziata, come sopra calendarizzata, non comporta alcuna spesa aggiuntiva per i seguenti motivi:  · va fatta con gli stessi automezzi e attrezzature finora normalmente usati; · non ha bisogno di personale aggiunto, perchè va eseguita dai lavoratori già in servizio e da quelli (in rilevante numero) che, pur retribuiti, non sono utilizzati a pieno. · i residui differenziati vanno portati ai Consorzi di filiera (CONAI, etc.). La consegna-vendita di tali residui ai Consorzi determina una cospicua entrata per il Comune di provenienza.  Ne consegue che da tale operazione scaturiscono i seguenti benefici: un notevole profitto per il Comune, una conseguente riduzione delle imposte per i cittadini, compresa un’eventuale agevolazione tariffaria da adottare per il compostaggio della frazione organica e umida di provenienza domestica se il contribuente è in possesso di un fondo, il risparmio e la tutela doverosa dei beni ambientali.  Fa rilevare che · nello stesso territorio della provincia di Caserta e nelle province limitrofe già esistono Consorzi di filiera (impianti di compostaggio e riciclaggio), che lavorano regolarmente con “clienti” di altri territori, industrie, privati, mentre non ricevono analoghe consegne dal nostro territorio. Quindi, anche per questo aspetto non vi sarebbero difficoltà, trattandosi di un’operazione fattibile in breve. Invita le istituzioni e i cittadini ad accogliere e a mettere subito in atto, con reale senso civico e responsabilità, le indicazioni riportate nel presente documento. Quanto sopra viene proposto con determinazione dal Coordinamento delle Associazioni Casertane, che per ora, considerato l’incalzante disastro ambientale e l’opportunità che la situazione vada affrontata per gradi, ha deciso di proporre le prime fasi della risoluzione dell’emergenza rifiuti, riservandosi di proporre quelle successive, fino alle ultime fasi del ciclo. Caserta, 11 febbraio 2008.  Prof. Anna Giordano (Comunicato inviato dal giornalista Salvatore Candalino)

Castel Morrone(Ce)- RETE IDRICA, SINDACO SI CONGRATULA CON DAMIANO.

Castel Morrone (Ce)- Sta gia dando i primi risultati positivi il monitoraggio della rete idrica comunale, operazione questa che si sta effettuando in questi giorni in paese a cura di una ditta altamente specializzata, la quale per conto dell’Amministrazione Comunale  sta rilevando con apparecchiature all’avanguardia le eventuali perdite alla condotta idrica che non sono individuabili ad occhio in quanto non affioranti in superficie.  Infatti la ditta ha gia provveduto ad evidenziare e successivamente a far riparare due consistenti perdite di acqua nella condotta, la prima in prossimità della caserma dei Carabinieri e la seconda in Via Gagliola. Sull’argomento è intervenuto il Sindaco Pietro Riello il quale ha dichiarato “mi congratulo con l’Assessore al ramo Antonio Damiano, per la felice intuizione di monitorare l’intera rete idrica comunale. Infatti, tramite delle ricerche condotte personalmente è riuscito a contattare questa ditta altamente specializzata, che con strumenti d’avanguardia sta evidenziando con precisione millimetrica le perdite di acqua che non affiorano in superficie e quindi difficili da rilevare ad occhio.” E continuando il primo cittadino morronese afferma “già con la riparazione delle due perdite evidenziate tra Via Alberto Altieri e Via Gagliola la pressione della rete idrica è aumentata, inoltre c’è da aggiungere che la precisione millimetrica con cui la ditta sta evidenziando le perdite ci consente di avere dei risparmi in termine sia di costi che di tempo sui successivi interventi di riparazione della condotta”. Il Portavoce ed Addetto Stampa Comunale. Giuseppe Di Fonzo  
Pubblicato da red. prov. Alto Casertano-Matesino & d

Scandalo rifiuti in Campania: per uscirne occorre anche l’intervento autonomo delle Università

Napoli-( del dott. Franco Ortolani) Sul territorio regionale sta succedendo di tutto, a causa dello scandalo rifiuti. E che fanno le Università (Rettori, Senati Accademici, Presidi di Facoltà…)? Ufficialmente fanno finta di non vedere e non sentire. Eppure sanno che la Campania sta precipitando sempre più in basso(foto a dx: “Fermate il Mostro di rifiuti e politici”. Autore Andrea Pioltini, fotoreporter) . Sanno che la nostra regione è stata ed è ancora “terra da sfruttare” da parte di voraci sanguisughe che per 14 anni hanno volontariamente fatto aggravare lo “scandalo rifiuti” in base ad azioni promosse da vari governi nazionali e locali che hanno agito come se fossero “agli ordini” di potenti imprese italiane. Ad esempio, alcuni docenti erano componenti della commissione che ha aggiudicato l’appalto alle imprese del gruppo Impregilo-Fiat per la realizzazione dell’inceneritore di Acerra, quasi ultimato in un’area già caratterizzata da un inquinamento ambientale superiore a quanto previsto per legge (sarà praticamente impossibile, pertanto, farlo funzionare dal momento che sono state disattese le prescrizioni del 2005 della Commissione VIA del Ministero dell’Ambiente relative agli interventi da realizzare per diminuire l’inquinamento ambientale). Vari docenti, a titolo personale, si sono distinti per le loro collaborazioni ai Commissari di Governo assumendo anche incarichi di elevata responsabilità nelle costose ma infruttuose attività connesse al problema dei rifiuti. Mentre si riscontra una disattenzione da parte dei vertici universitari, si registra una sempre crescente partecipazione alle vicende regionali da parte del personale dei vari atenei regionali, tra i più prestigiosi del Mediterraneo. C’è un desiderio sempre più sentito di contribuire istituzionalmente a risollevare la Campania.  Discutibili provvedimenti giuridici hanno mantenuto in vita il Commissariato Straordinario di Governo, vera e propria “isola franca” dove quasi tutto è stato possibile utilizzando le risorse finanziarie alimentate dalla tassazione dei cittadini. Come è possibile che una persona (il Commissario di Governo) possa eludere leggi dello Stato Italiano? Come è possibile che i Governi Nazionali abbiano continuato a finanziare il Commissariato per 14 anni (e chissà ancora fino a quando) in nome di una programmata e istituzionalizzata emergenza? E’ stato tutto normale? Come evitare simili deviazioni in futuro? Può mai essere tollerata un’emergenza per un periodo superiore ad un massimo di 12 mesi? Colleghi giuristi, a voi la palla. Per quanto riguarda il trattamento dei rifiuti riciclati, dalla opzione “rifiuti zero” ai metodi di inertizzazione e incenerimento ormai consolidati, sicuramente gli ingegneri avranno già eseguito varie esperienze e altre sono in grado di avviare. Per quanto riguarda la pianificazione del territorio, credo che diversi piani sovracomunali siano stati calati in un ambiente “privo di rifiuti” e dei problemi reali ad essi connessi risultando così, astratti; non credo che abbiano considerato l’impatto socio-economico ed ambientale che, di fatto, sta determinando lo scandalo rifiuti. Una loro revisione ed adeguamento è cosa quanto mai necessaria! Rifiuti e salute dell’uomo, attualmente e nel futuro. L’esperto di De Gennaro è venuto a spiegare quale sia, secondo lui, il reale stato dell’arte in Campania, dopo che il rapporto discarica-salute non è stato attentamente valutato attorno alla più grande discarica d’Italia (Pianura) da parte dell’Istituto Superiore di Sanità. Le varie Facoltà di Medicina e le strutture sanitarie regionali avranno certamente qualificati dati da esporre in modo da confermare o contraddire quanto asserito dal Dott. Greco. Discariche e attività agricole e zootecniche: che relazioni vi sono? E’ normale che le pianure più fertili del Mediterraneo vengano disseminate di altre discariche, che quelle abusive non siano risanate e che le competenti istituzioni (civili e militari) non si siano ancora dotate di moderni ed efficaci strumenti di controllo satellitari in grado di monitorare H24 il territorio?  Le facoltà di Agraria e Veterinaria e di Scienze devono intervenire ufficialmente per fornire un quadro scientificamente corretto, per evitare errori di importanza strategica e dirompente per l’economia regionale. Discariche e ambiente: sembra un fatto normale che poche centinaia di metri sopra l’Oasi naturalistica di Persano e delle opere di prelievo idrico di 250 milioni di mc annui per l’irrigazione della Piana del Sele siano state realizzate ben due discariche regionali? E che dire poi delle relazioni tra rifiuti e acque superficiali e sotterranee, specialmente nell’attuale periodo di transizione climatica? Le Facoltà di Scienze possono fornire validi contributi atti a tutelare l’ambiente e le risorse naturali autoctone di importanza strategica. Non governo e malgoverno in questi ultimi 14 anni hanno causato una devastazione circa le relazioni tra cittadini, amministratori locali e rappresentanti delle istituzioni sovracomunali nel senso che i campani non hanno più fiducia nei loro confronti. Si tenga presente che dopo 14 anni di Commissariato di Governo in Campania vi è una sola discarica attiva, a Macchia Soprana (Serre), fino alla prossima primavera. In Emilia Romagna, senza Commissario di Governo, vi sono 28 discariche attive. Tale situazione rende, attualmente, difficilmente risolvibile una pacata soluzione dello smaltimento dei rifiuti. C’è un bel lavoro per i colleghi di Sociologia e Scienze Politiche, di analisi e didattica, prima di tutto nei riguardi degli amministratori sovracomunali. Tutti i colleghi universitari possono promuovere iniziative. E’ evidente che un intervento ufficiale e autonomo delle università avrebbe un significato immenso: i cittadini avrebbero un riferimento scientifico, al di sopra di ogni interesse, che attualmente manca. Colmare questo vuoto sarebbe un contributo significativo per uscire dalla crisi regionale. (Articolo del dott. Franco Ortolani Ordinario di Geologia, Università di Napoli Federico II 8 febbraio 2008)
Pubblicato da red. prov. Alto Casertano-Matesino & d

Firenze- GIORNATA ACQUA: DICHIARAZIONI CORRADO ODDI

Firenze- Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, che riunisce alcune centinaia di associazioni e organizzazioni attorno alla comune campagna per l’acqua pubblica, si è dato appuntamento oggi nella sala dell’Arci di Firenze per una serie d’iniziative che culmineranno in una fiaccolata notturna in riva all’Arno, assieme ai lavoratori di Publiacqua. Il titolo non lascia adito a dubbi: giornata contro la privatizzazione del servizio idrico in Toscana. L’obiettivo polemico del Forum è la legge regionale sui servizi pubblici locali che la giunta sta per presentare, una legge che estende la privatizzazione del servizio idrico a tutta la regione attraverso il modello delle Spa miste pubblico-privato. Dalla tavola rotonda con i partiti della Sinistra l’Arcobaleno (Prc, Verdi, SD e PdCI) potrebbe risultare chiaro se il quartetto intenderà replicare anche in regione l’alleanza con il Forum dei movimenti per l’acqua che a Firenze ha bloccato l’operazione Domenici-Veltroni per l’accorpamento degli Ato2, 3 e 6 attorno alla romana Acea e alla francese Suez, recentemente condannate dall’Autorità nazionale Antitrust. Corrado Oddi, della segreteria nazionale della Funzione Pubblica Cgil e del coordinamento nazionale del Forum, è netto nel suo intervento: “vorrei che fosse chiaro a tutti quanto l’antitrust ha evidenziato con la propria sentenza con cui ha condannato Acea e Suez a 8 e 3 milioni e mezzo di euro di multa per distorsione della concorrenza e cioè che esiste un disegno di privatizzazione del servizio idrico in Toscana incentrato sul ruolo di Acea e Suez come soci privati di una Spa mista pubblico-privata. Ora mi pare chiaro che una legge regionale che va su questa strada asseconda quest’idea di privatizzazione”.

Comunicazione  del Forum Italiano sull’ACQUA(Comunicato inviato dalla prof.ssa Mena Moretta, referente provinciale coordinamento acqua pubblica)

Pubblicato da red. prov. Alto Casertano-Matesino & d

RIFIUTI AVELLINO: CONSORZIO A.S.I. E SINDACATI DENUNCIANO RISCHIO INQUINAMENTO INDUSTRIALE

Avellino 12.2.2008- Il Presidente del  Consorzio ASI di Avellino ing. Pietro Foglia ed i sindacati confederali CGIL, CISL e UIL denunciano  seri rischi di possibile  inquinamento industriale dovuto alla mancata manutenzione dei servizi di depurazione delle aree industriali del cratere. I milioni di debiti accumalatisi negli anni  passati  per una gestione  sostanzialmente ” assente”  rischiano di aggravare la  crisi ambientale  irpina  gia’ seriamente  compromessa dall’emergenza rifiuti.Inoltre se il servizio depurazione dovesse essere sospeso anche le aziende sarbbero costrette a chiudere con evidenti ripercussioni occupazionali e  produttive. Da qui la convocazione di un incontro  per venerdi 15.2.2008  alle ore 10,00 presso la Provincia di Avellino tra Presidente della Provincia di Avellino  on. De Simone Alberta,Presidente   A.S.I.  e Sindacati  CGIL, CISL e  UIL  per cercare di scongiurare questo ennesimo disastro.  

Por que vegetariano?

Há pouco mais de 6 meses tornei-me vegetariano. Depois de muito tempo lendo e aprendendo sobre as dietas vegetarianas, decidi parar de comer carnes… Fui criado à base de muito churrasco. Durante a infância tinha o hábito de sempre pedir um bife a mais. Mas sempre me interessei pela opção de não comer carne e pouco a pouco fui tomando conhecimento e consciência das conseqüências causadas pela carne.

Hoje em dia, as pessoas vivem me perguntando porque eu tomei essa decisão (algumas parecem até ofendidas). Há diversas razões que justificam a minha (que não é só minha) escolha por alimentação assim. Já tive que dar explicação pra diversos tipos de pessoas, o que me fez dar diversos tipos de explicação diferentes. Talvez por falta de dados confiáveis, muitas não acreditam que possa se alimentar bem, não comendo carne. É incrível, mas tem gente que não acredita que uma pessoa possa ter uma alimentação completa sem carne… Mas é possível sim… temos diversos sites que promovem e divulgam informações pra quem tem interesse em se informar a respeito desse tipo de característica alimentar…

Até mesmo o Wikipedia, no qual o artigo a respeito de vegetarianismo, diz que há diversas razões que levam uma pessoa a adotar uma dieta vegetariana, designadamente as seguintes: de saúde, ecológicas, éticas, econômicas e religiosas. E pra mim, todas tiveram importância fundamental na decisão.

Não tenho uma posição radical… somente deixei de comer carne por achar que seja uma boa opção de vida. Não tive dificuldade, pois foi uma decisão só minha, obviamente influenciada pelas idéias de várias pessoas. Penso que se tivesse sido uma imposição teria sido muito mais difícil. Obviamente não sou o único que pensa assim, segue um vídeo (em inglês) com pensamentos de artistas, cientistas, sábios, gurus, filósofos…

Diversos vídeos e informações podem ser encontrados espalhados pela rede

Projectos no Vale do Côa preocupam autarcas

Os presidentes das Câmaras Municipais de Figueira de Castelo Rodrigo e de Mêda, António Edmundo e João Mourato, respectivamente, estão preocupados com a continuidade do trabalho desenvolvido nos últimos anos no Vale do Côa.

Vale do Rio CôaO autarca de Figueira de Castelo Rodrigo, António Edmundo, explicou à agência Lusa que com a entrada em vigor do QREN terminará a Acção Integrada de Base Territorial do Vale do Côa (AIBT do Côa) que nos últimos anos permitiu compensar vários municípios da região «por não ter sido feita a barragem de Foz Côa».
Estão abrangidos pelo AIBT os concelhos do Sabugal, Almeida, Figueira de Castelo Rodrigo, Mêda, Pinhel, Trancoso, Vila Nova de Foz Côa (do distrito da Guarda) e Mogadouro, Moncorvo e Freixo de Espada à Cinta (do distrito de Bragança).
António Edmundo afirmou que pode estar comprometido o Plano Estratégico de Promoção Turística no Vale do Côa que contempla uma série de projectos em rede como a recuperação das Termas do Cró (Sabugal) e das Termas da Fonte Santa (Almeida), um hotel de charme (Barca de Alva), Longroiva (Mêda) e a aplicação de sinalética em toda a região do Vale do Côa.
No caso do município de Figueira de Castelo Rodrigo apontou a execução do complexo de Piscinas Municipais e a melhoria de acessibilidades rodoviárias.
Também o presidente da Câmara de Mêda, João Mourato, que lidera a Assembleia Distrital da Guarda, se mostrou muito céptico em relação ao QREN considerando que os municípios abrangidos pela AIBT do Côa «vão perder muitas verbas se não houver força suficiente para enquadrar os projectos previstos para a região».
«Nós tínhamos a AIBT do Côa e conseguíamos integrar uma zona natural, do Côa e do Douro, e elaborámos um programa próprio que fazia a diferença relativamente a outras regiões», concluiu.

Londra tassa i veicoli super-inquinanti

(…) I proprietari delle auto dai consumi elevati di carburante dovranno pagare 25 sterline (circa 37 euro) al giorno per circolare nella parte centrale di Londra dal prossimo ottobre, nell’ambito di un’iniziativa per ridurre le emissioni di carbonio. Lo ha annunciato oggi il sindaco Ken Livingstone. Il primo cittadino della capitale britannica ha ammesso che la misura avrà un impatto limitato sulle emissioni, ma ha detto che il segnale sullo stile di vita e altre iniziative, come il riciclaggio e le normative per la costruzione di nuovi edifici, aiuteranno Londra a diminuire le emissioni di circa il 60% entro il 2025.
Credo che questa iniziativa … avrà un impatto nel mondo con altre città che seguiranno l’esempio nei loro sforzi per fermare la deriva verso un catastrofico cambiamento climatico“, ha detto Livingstone nel corso di una conferenza stampa.
Londra, che produce circa il 7% delle emissioni a effetto serra della Gran Bretagna, è una delle 40 città che hanno fatto rete con le proprie esperienze per combattere il cambiamento climatico

RIFIUTI.INCREDIBILE:IL GOVERNO STANZIA 30 ML. DI EURO PER I RIFIUTI DI BEIRUT.

Avellino 12.2.2008- Cose di casa nostra , cose all’italiana.La Regione Camnpania continua a non respirare e molti comuni sono ancora in mezzo a tonnellate di rifiuti per strada. Fra barricate di cittadini, veti di giunte municipali e comitati ambientalisti sembra già tramontato il pugno di ferro che Romano Prodi aveva mostrato nominando commissario l’ex capo della polizia, Gianni De Gennaro, accompagnato in loco addirittura dall’esercito.
Mentre la missione Campana di De Gennaro arranca, sembra  che il Governo italiano riesca invece ad affrontare meglio un’altra emergenza rifiuti: quella di Beirut e delle valli libanesi. Il primo articolo del nuovo decreto legge sulle missioni internazionali dona infatti al Libano 30 milioni di euro per il trattamento dei rifiuti… L’aiuto al Libano avviene attraverso un incremento dei fondi per la cooperazione internazionale, per un totale di 94 milioni di euro che in parte saranno appunto utilizzati per lo smaltimento dei rifiuti locali e la realizzazione dei relativi impianti. Proprio quelli che i verdi hanno impedito di costruire in Italia. Certo, i libanesi avranno polmoni più alla buona e problemi anche più gravi per mettersi lì a bloccare l’inceneritore di turno.

Ma il caso diventa grottesco se si pensa alle ragioni politiche - tutte italiane - di quello stanziamento per i rifiuti libanesi. I 94 milioni, che comprendono i 30 destinati al Libano, sono stati inseriti da Prodi e dal ministro degli Affari Esteri, Massimo D’Alema, nel primo articolo del decreto legge, proprio per ottenere in Parlamento da verdi e comunisti il voto favorevole al rifinanziamento delle missioni militari italiane all’estero, in primis quelle in Afghanistan e in Libano. L’espediente fu escogitato nel gennaio 2007 di fronte alla prima crisi del governo Prodi che avvenne sulla politica estera: visto che sulle missioni internazionali il governo rischiava la bocciatura, il decreto legge fu modificato inserendo al primo posto gli aiuti umanitari per la cooperazione allo sviluppo. Si trattava di 75,5 milioni di euro su un totale di 1 miliardo di euro di spese per i militari, ma tanto bastò alle coscienze di verdi e comunisti per votare il decreto.
Quest’anno il copione si è ripetuto e ai 75,5 milioni se ne sono aggiunti altri 18,5 per iniziative di cooperazione in Iraq. Poi il governo è caduto per altri motivi e il testo del decreto è rimasto lì, pronto per la conversione in legge dalle Camere ora sciolte. E grazie al cuore pacifista dei verdi italiani, mentre Napoli asfissia almeno Beirut potrà respirare…

da un articolo di “Italia Oggi”